Chissà se un giorno ci chiederanno di scegliere tra l’acqua e il pane, il cappotto o le scarpe. Magari tra l’amicizia e l’amore oppure tra il ketchup e le patatine. Come se per qualche strano motivo non si potesse più godere di entrambe le ipotesi in questione. Come se, “per colpa di una crisi sistemica che affligge il mondo occidentale”, l’unica chance per risollevare l’Italia potesse essere la riduzione barra soppressione di diritti e libertà conquistate in decenni di lotte da parte di lavoratori, madri e padri operai, sindacati, politici (eh un tempo sì!).
Non certo combattere il malaffare, la corruzione, migliorare la rete stradale, ferroviaria, energetica, incentivare la ricerca, lo sviluppo, lo studio.. non tutto questo. L’unica possibilità di salvezza è rappresentata da un quiz.
Si chiede ai lavoratori di scegliere tra a) il lavoro e b) i diritti.
Se scegli a) continuerai ad essere un operaio Fiat con pause ridotte, mensa “da ricollocare”, con assenze punite, straordinari logoranti, e scioperi perseguiti.
Se scegli b) sarai un libero ed incorruttibile.. disoccupato. La peggiore minaccia per chi ha la soffocante preoccupazione di come fare a portare avanti la carretta e quindi, usando un eufemismo, non può sentirsi nemmeno per un millesimo di secondo libero di scegliere.
Peraltro, se nell’aiuto da casa ha risposto il Presidente del Consiglio del tuo Paese che elogia senza mezzi termini il fautore di questo terribile quiz, mostrandosi pienamente d’accordo su un’eventuale fuga del Lingotto lontano dall’antipatica e malata Italia, il gioco è fatto.
Devi scegliere baby. Il tempo sta per scadere. Il lavoro o la strada.
La scia tracciata da Marchionne rappresenta il sogno di molti uomini del potere. L’idea di barattare una manciata di diritti con la promessa della conservazione del proprio status di cittadino lavoratore è la proposta più abominevole e vigliacca che si potesse ascoltare.
E l’atteggiamento da sceriffo spietato, da punisher a muso duro nei confronti di lavoratori (a suo dire) assenteisti e fannulloni, rende questa tragedia torinese uno western canadese, in cui insieme alla dignità di tutti i lavoratori muore la speranza di chiunque pensasse ancora che crescita e sviluppo potessero essere sinonimi di libertà e partecipazione.
Alla fine ha vitno il buonsenso!
RispondiEliminail discorso è che agli operai o ai cittadini in genere si richiedono scelte di buonsenso quando tutto il Paese gira controsenso..
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