Taranto - quartiere Tamburi: nelle vicinanze opera lo stabilimento siderurgico dell’Ilva, il più imponente stabilimento italiano e uno dei maggiori complessi industriali per la lavorazione dell'acciaio in Europa.
A pochi passi dalla città, dai polmoni, dagli alimenti.. Molto lontano dalla legalità, dalla coscienza, dalla ragione!
Taranto è una città destinata a morire. Di inquinamento.
Parchi minerali, cokerie e camini che logorano ed invecchiano giorno dopo giorno bambini, donne e uomini.
La diossina prodotta dagli impianti dell'Ilva nel 2002 ha rappresentato il 30,6% del totale italiano. Sulla base dei dati INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) del 2006, la percentuale sarebbe salita al 92%, contestualmente allo spostamento in loco delle lavorazioni "a caldo" dallo stabilimento di Genova.
A questo dramma si aggiunge altra tragedia.. sversamenti di mercurio in aria e in acqua. Oltre due tonnellate di emissioni. Di morte.
Il tutto coperto, ammortizzato ed ammesso dinanzi alle ormai quotidiane ed ordinarie minacce di contraccolpi occupazionali che seguirebbero eventuali chiusure o divieti. Minacce diventate ormai inascoltabili ed inaccettabili. Perdere la vita pur di non perdere il lavoro non può essere normale. Non per sempre.
Taranto ribellati!
«Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro».
Ta-Tanka I-Yotank (Toro Seduto)
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