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04 aprile 2011

Lettera aperta ai lampedusani: non credete a quell'uomo!

                                                   Foto tratta da www.blogsicilia.it

Non credete a quell’uomo. È lo stesso che con l’elmetto e con sfavillanti sorrisi ha promesso felicità e rinascita a popolazioni in difficoltà e nel pieno di drammi umanitari e sanitari. Ha guardato i loro occhi gonfi di lacrime garantendo impegno, ha toccato le loro mani intrise di fango e sangue ed ha assicurato sostegno e ricostruzione. Ha parlato ai loro cuori, spalancati dal dolore e dalla sofferenza, sfiorando sentimenti ed emozioni alle quali, probabilmente, bisognava dare protezione e rifugio più che eccitazione, battute, barzellette.
È entrato col suo fare da buffone di corte nelle case del dolore, dell’esasperazione e della rabbia. Promettendo, scherzando, agitandosi e dimenandosi come un elefante in una cristalliera, si è finto uno di loro, una volta aquilano, un’altra napoletano, poi siciliano, ieri lampedusano.
Ha usato sempre lo stesso repertorio, quello dei super slogan e del clamore, delle promesse e dei colpi di scena. Ed ogni volta, per le sue sceneggiate, erano applausi ed ovazioni.
E purtroppo la storia ci racconta l’esito di quelle messinscene, identico: il melodramma è terminato sempre con il tradimento dei disperati.
L’altro giorno a Lampedusa ha raccolto consensi ed infuocati applausi la sua decisione di comprare villa sull’isola: la gente povera, vessata e schiava che si compiace e si rallegra per l’opulenza del padrone.

I racconti da L’Aquila parlano di macerie, di mura squarciate, di tetti scollati. Silenzio e morte dove era stato promesso musica e vita.
I rifiuti a Napoli rappresentano ormai una crisi irreversibile e cronica che coinvolge tutte le zone, comprese quelle del centro cittadino. Sono quasi 2 mila le tonnellate di spazzatura disseminate nel capoluogo campano. Una situazione aggravata dagli incendi continui dei cumuli in strada. Segnalazioni parlano di topi, “topi che camminavano intorno ai sacchetti, topi grandi come conigli”.

Quando si spezzerà questo incantesimo?
Quando i cittadini applaudiranno il proprio Presidente per le iniziative, le strutture, i progetti che effettivamente ha realizzato e non per quelli che ha promesso?
In fondo si tratta di tenere le mani, i sorrisi ed i cori a bada per qualche mese, giusto il tempo di  aspettare le sorti di quegli slogan.. la realizzazione di quelle promesse.. Per l’Italia sarebbe certamente una rivoluzione. E magari, da oggi in avanti assisteremmo ad un altro film. Di sicuro dal finale meno scontato.

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2 commenti:

  1. Cara Mente Locale, non si tratta di incantesimo, bensì di vera e propria ipnosi!!! Ormai sono 15 anni che una parte consistente del popolo italiano si è assuefatta, si beve qualsiasi balla di Mister B. e dei suoi più vicini "dipendenti"! Ma cosa vogliamo, l'Italia è ormai un paese moderno, all'avanguardia, l'Italia è un'azienda che ha un unico Presidente e 60.000.000 dipendenti!
    Quanto a Napoli ormai hanno capito tutti che la m***a prima o poi torna sempre a galla!!!

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  2. Ormai il popolo italiano ha smesso di pensare con la propria testa.. ha trasformato tutto in un derby di calcio.. tifare la propria maglia ed i propri colori a prescindere dai meriti, dalle balle, dalle promesse e dalla morale.. solo così si giustifica il successo di B.

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